Digiti "Corso per Security Manager" e premi invio. La prima schermata allinea tredici titoli, e sotto ne resterebbero almeno altri venti, se solo avessi voglia di scorrere. Provi a stringere il campo con "corso security manager 120 ore": va un po' meglio, ma i risultati restano comunque parecchi. Chi ha deciso di diventare un Professionista della Security certificato UNI 10459 si accorge presto che il problema non è la scarsità di proposte. È il contrario.
Gli enti seri non mancano. Quello che manca, spesso, è un criterio per capire quale percorso corrisponde davvero alle proprie esigenze, visto che parliamo di un investimento in tempo, denaro e fatica tutt'altro che leggero. Su questa difficoltà si sono soffermati Paolo Furlan e Gabriele Guarino, di San Giorgio Srl, in un'intervista pubblicata su Securindex: il primo si è concentrato sulla figura professionale e sul percorso, il secondo sull'organizzazione attorno al corso.
Il punto di partenza, per Furlan, è capire di chi stiamo parlando. Le organizzazioni convivono in modo costante con rischi che toccano ambiti diversi della loro attività, e hanno bisogno di qualcuno che quei rischi sappia individuare, analizzare e gestire nel loro complesso: il Security Manager è la figura di riferimento per l'intero processo di Security. Sul piano normativo il ruolo è stato istituito ai sensi della UNI 10459:2017 "Professionista della Security", con un'estensione nell'ambito della Vigilanza Privata, dove alla norma si affiancano decreti ministeriali specifici del settore. A interessarsene, spiega, sono professionisti d'azienda, personale degli istituti di vigilanza e di investigazione, ma anche appartenenti alle Forze dell'Ordine, non per forza in congedo.
Come si riconosce un corso che vale
Ogni ente costruisce il proprio percorso in conformità alla UNI 10459, e questo lascia spazio a differenze concrete. Dall'intervista si ricavano alcuni indizi utili a chi confronta le proposte:
- Il riferimento esplicito alla norma UNI 10459:2017, con confini ed esiti dichiarati fin dall'inizio (e, per chi lavora nella Vigilanza Privata, i decreti ministeriali che si aggiungono).
- Un monte ore trasparente e ripartito. Nel corso San Giorgio sono 120 ore: 88 in webinar con i docenti delle varie materie, 16 in formazione a distanza in autonomia, 16 in presenza.
- Docenti che mettono insieme competenza ed esperienza sul campo, con provenienze professionali diverse. Alcuni sono ex corsisti, scelta pensata per dare continuità.
- Giornate d'aula costruite come vere simulazioni d'esame, non semplici lezioni teoriche.
- Un ente terzo che gestisce la certificazione, così che l'esame arrivi come passaggio già preparato e non come salto nel vuoto.
Il cuore, per Furlan, è il metodo. I pilastri stanno nel passaggio graduale dall'acquisizione delle competenze alla loro messa in pratica, con analisi dei casi e simulazioni. Le giornate in aula fisica, guidate dai docenti più esperti, ricostruiscono la prova d'esame proprio per rafforzare quella tenuta emotiva che, ammette, mette alla prova anche i professionisti più navigati. Perché resta un esame, e non dei più semplici.
Il tempo che non si spende
Qui entra Guarino, che sposta lo sguardo su un fattore meno visibile ma decisivo: l'organizzazione. Per lui la componente di servizio inclusa nel corso è un fattore cruciale, perché il prezzo, che definisce competitivo, comprende anche il valore del "tempo non speso" a mettere insieme le cose per conto proprio.
Le due giornate finali in presenza sono comprese e si tengono in business hotel o ville storiche, raggiungibili da tutta Italia con i diversi mezzi e scelti dopo aver analizzato le città di provenienza dei partecipanti. L'accordo organizzativo con Quaser Certificazioni serve proprio a questo: superato il test interno di San Giorgio, i candidati accedono alla sessione d'esame di certificazione senza doversi occupare d'altro che di prepararsi bene e affrontarla.
Il riscontro, dice, è andato oltre le attese: in due anni San Giorgio è arrivata alla settima edizione del corso iniziale, con 105 persone formate, mentre crescono le richieste per i refresh, che nella nuova impostazione hanno rilasciato un totale di 309 crediti.
Prima di firmare l'iscrizione a un corso qualsiasi, allora, conviene chiedersi quanto di tutto questo sia davvero incluso e quanto resti invece da organizzare da soli, tra trasferte, prenotazioni ed esame finale. Sul loro percorso, la risposta di Guarino è secca: "Al resto ci pensiamo noi".
Fonte: intervista a Paolo Furlan e Gabriele Guarino pubblicata su Securindex,